Iscriviti alla Newsletter
Banner
I quarant'anni della Regione
Banner
Piccolo, grande Lazio
Banner
Lazio, Europa
Banner
Una finestra sul consiglio
Banner
Lazio 2.0
Banner
Re.Se.T. TV
Banner
Geodemo - istat.it
Banner
Il CAL del Lazio
Banner
La Fondazione su Facebook
Banner
I Libri di Re.Se.T.
Banner
Dona il tuo 5x1000 a Re.Se.T.
Banner
Reset radio
Banner
Maratona per l'Infanzia
Banner
Firma la petizione!
Banner
Avviso pubblico
Banner

Fondi (Lt)

Piccolo grande Lazio

Il primo insediamento umano nei «pagi» disseminati nei valichi dei monti è da  assegnarsi alla preistoria; il sorgere e il fiorire della città, invece, è da    attribuirsi alla metà del secolo VIII a.C.

L’antichità di Fondi è testimoniata delle possenti mura ciclopiche, tuttora esistenti, che delimitavano l'impianto urbano per un perimetro di 1550 metri. In epoca romana fu una città ricca e fiera, pur attraverso duri contrasti con Roma. Ad una influenza ellenica sulla popolazione seguì quella etrusca intorno al V secolo a.C. e più tardi il dominio dei Volsci. Il comportamento neutrale che Fondi tenne nelle lotte determinate dalla politica espansionista di Roma, le fece concedere la cittadinanza senza diritto di voto (338 a.C.), e poi la piena cittadinanza (188 a.C.) con l'aggregazione alla tribù Emilia. Caduto l'Impero Romano la città subì le calamità causate dalle invasioni barbariche, di Alarico prima (409), di Buccellino (454) e di Genserico dopo; seguendo le sorti della nostra penisola, fu assoggettata al potere bizantino verso il sec. VIII e in seguito fu ceduta da Carlo Magno in potere di Roma. Sebbene decimata dai Longobardi, non cadde sotto il loro dominio.

Durante le scorrerie operate dai Saraceni, Fondi fu varie volte messa a sacco e fuoco, quindi ceduta nell'882 da Giovanni VIII ai duchi di Gaeta in cambio del loro impegno permanente di combattere i Saraceni in difesa della Campagna romana. La donazione fu confermata da Giovanni X nel 914 in omaggio all'appoggio che i Gaetani avrebbero dovuto prestare nella battaglia del Garigliano (915), nella quale i corsari furono definitivamente debellati. L'annessione di Fondi a Gaeta si protrasse fino a quando, intorno all'anno 935, i duchi Docibile II e Giovanni II effettuarono la divisione del ducato gaetano attribuendo il governo di Fondi a Marino I e riservando Gaeta a Giovanni II, così da formare due ducati indipendenti, di Gaeta e di Fondi.

La serie dei duchi di Fondi iniziata con Marino I si chiudeva con Pietro, console della città. Questa, asservita ai normanni e costituita in contea, fu assegnata alla famiglia dell'Aquila (1140 circa) di origine normanna, che ne tenne le sorti fino al 1299. In questo periodo subentrò Roffredo III Caetani per il matrimonio contratto con Giovanna, ultimo rampollo della famiglia dell'Aquila. Sotto la signoria dei Caetani (1299-1504) la città raggiunse il massimo splendore.

Alla discesa di Carlo VIII in Italia i Caetani persero la contea, assegnata dal re francese a Prospero Colonna. Con la morte del figlio di Prospero, Vespasiano, appare sulla scena la contessa Giulia Gonzaga sua seconda moglie. La donna, celebre per ingegno e bellezza, trasformò il suo palazzo in centro di cultura capace di attrarre i più illustri personaggi del Rinascimento. La fama della sua avvenenza richiamò il famigerato corsaro Kair-ed-din detto Barbarossa , che nella notte tra l'8 e il 9 agosto 1534 assalì la città per rapire la contessa e concederla in dono al sultano Solimano II. I perversi disegni fallirono perchè la Gonzaga, avvertita in tempo, si diede alla fuga. Il mancato ratto spinse il corsaro a riversare la sua rabbia su Fondi, mettendo in atto un’efferata carneficina. Il matrimonio tra Isabella Colonna, figlia di Vespasiano, e Luigi Gonzaga, fratello di Giulia (1531), produsse il passaggio del feudo ai Gonzaga, la cui ultima erede, Isabella Gonzaga, andò in sposa a Luigi Carafa di Stigliano.

Discendente di questa famiglia, la contessa Anna si rese celebre per aver risollevato, con opera di bonifica, le sorti della città, caduta in abbandono per il sopraggiungere della malaria. Nuove calamità (la duplice invasione francese nel 1799 prima e nel 1806 poi, la piaga del brigantaggio) si abbatterono su Fondi durante il dominio della famiglia Sangro che tenne il feudo fino all'abolizione delle feudalità (1806), quando Fondi entrò nel nuovo ordinamento comunale. Al Risorgimento italiano seguì un incessante progresso della città tanto da farla annoverare tra i centri più fiorenti della giovane provincia di Latina.

Feste e sagre

1-5 agosto: Festival internazionale del folklore “Città di Fondi”.

Piatti tipici

La millenaria storia di Fondi passa anche attraverso le sue tradizioni culinarie, che secoli e secoli di incontri con popoli diversi che hanno transitato lungo l’Antica Via Appia, che ancora oggi attraversa la Città, la sua posizione di confine tra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa, un territorio fertile e generoso che ha permesso un’agricoltura fiorente, hanno fatto si che la sua cucina risultasse ricca dei più meravigliosi e complessi flussi di avvenimenti, di vicende storiche straordinarie, di tradizioni, di leggi e di costumi.  La cucina tipica fondana, da sempre soddisfa anche i palati più esigenti, grazie all'eterogeneità e le innumerevoli ricchezze del suo territorio. Dai piatti di di pescato fresco di stagione, di lago e di mare, alla rinomata salsiccia fondana ricche di spezie, alla mozzarella di bufala campana, e per gli amanti della cucina popolare, piatti che rievocano sapori e tradizioni che risalgono alle origini millenarie della città di Fondi.

 

COME ARRIVARE

Da Nord. È possibile raggiungere Fondi attraverso l'autostrada A1, uscendo al casello di Ceprano e percorrendo alternativamente o San Giovanni Incarico - Pico (S.S. n°82) - bivio per Lenola - Fondi oppure Falvaterra - Pastena - Lenola - Fondi. E' possibile anche utilizzare la S.S. n°148 Pontinia o la S.S. n°7 Appia dal Grande Raccordo Anulare di Roma.

Da Sud. È possibile uscire dall'autostrada A1 al casello di Cassino e proseguire per Pignataro - San Giorgio a Liri - Ausonia - Spigno Saturnia - Formia (Superstrada Cassino - Formia) e proseguire per Gaeta - Sperlonga - Fondi attraverso la S.S. n°156 Flacca (più lunga, ma lineare), oppure continuare per la S.S. n°7 Appia per Itri - Fondi (più breve, ma montuosa). Da Napoli si può anche utilizzare la Tangenziale e ricongiungersi all'A1 oppure alla S.S. n°7 Domiziana quater.

In treno. La stazione di Fondi - Sperlonga si trova a metà della tratta Roma - Napoli
.

 

 
Calendario
Maggio 2012
L M M G V S D
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3
Iniziative Regionali per gli EE.LL.
Sos Comuni
Banner
Comuni al voto
Banner
Tutto Lazio
Banner
Sanità - Il piano di rientro
Banner
I 150 anni dell'unità d'Italia
Banner
Concorso
Banner
Cerca nel sito