Torrita Tiberina (Rm)
| Piccolo grande Lazio |
Di Torrita, importante centro strategico della Valle Tiberina, si hanno notizie certe dall’anno 747 quando Carlomanno, figlio di Carlo Martello e fratello di Pipino il Breve, convertito al monachesimo da Papa Zaccaria, in segno di riconoscenza dona un terreno ai nuovi confratelli, i Benedettini del monastero di Sant’Andrea in Flumine.
Nel medioevo la storia di Torrita (che diventerà Tiberina soltanto sul finire del 1800) è indissolubilmente legata alla famiglia Savelli sotto la cui signoria viene edificato il castello.
L’interesse dei Savelli per Torrita Tiberina si materializza nel 1285 quando Giacomo Savelli, figlio di Luca e nipote di Papa Onorio III, sale al soglio pontificio con il nome di Onorio IV. Due papi in una generazione garantiscono al casato altri beni tra cui estesi possedimenti a Roma e nel Lazio. Torrita è parte dei beni lasciati da Onorio IV al fratello Pandolfo e al nipote Luca che porta lo stesso nome del padre del papa. Il testamento è inutilmente contestato dai Benedettini di Sant’Andrea in Flumine in quanto li priva di una consistente porzione di terre assegnate in passato all’abbazia.
Appianato il dissidio con i monaci, i feudatari danno impulso alla fortificazione del borgo munendo il castello di una nuova cinta muraria e di due torri circolari. In seguito i Savelli di Torrita cadono vittime di una lenta progressiva decadenza che li costringe a vendere il feudo di Torrita agli Orsini i quali lo deterranno per circa due secoli. Nel 1586 l’abate di Fossanova Valerio Orsini, per esigenze economiche, lo vende a Tommaso Melchiorri dei marchesi di Recanati. Si devono ai cospicui interventi di queste due ultime signorie, le forme attuali della fortezza. I marchesi di Recanati, nel 1819, vendono il feudo di Torrita alla principessa Cristina di Sassonia che lo mantiene sotto la sua giurisdizione per circa trenta anni durante i quali si effettua il restauro del Palazzo Baronale. Nel 1853 la principessa lo cede al principe Alessandro Torlonia.
Un’interessante monografia, ‘Torrita Tiberina, storia, monumenti, territorio’, curata da Anna Maria Ramieri per il Comune di Torrita, fornisce dati e documenti di fondamentale importanza per un’approfondita analisi storica del territorio. Tra le varie carte riprodotte e commentate dall’autrice, ne citiamo una, curiosa testimonianza di quei tempi di confusi ideali che segnano l’avvento della Repubblica Romana. Prevenendo di qualche anno il periodo napoleonico il verbale del primo consiglio comunale di Torrita, scimmiottando il motto francese ‘Libertè, Egalitè,
Fraternitè’, si apre con un ambiguo ‘Libertà, Religione, Uguaglianza’ proseguendo poi con un contenuto altrettanto ‘cerchiobottista’: ‘ è piaciuto all’eterno Dio di cambiare sopra di noi il Governo di Monarchia, quale era quello che noi avevamo dei Pontefici… si è degnato di costituirsi in quello di Repubblica; e siccome il sullodato Dio per effettuare questa Suprema sua Disposizione ha voluto prevalersi delle Virtù e Potenza dell’Armata Francese (…) perciò noi come sudditi dobbiamo attendere ed osservare quanto dall’Armata Francese e dalla Suprema Repubblica Romana come nostra rispettabilissima Sovrana ci viene proposto e ordinato…’.
Nel successivo verbale del 16 marzo, con la stessa prosa, tanto ornata quanto ambigua, si da notizia dell’avvenuto innalzamento dell’Albero della Libertà, dell’adozione della bandiera della Repubblica Romana, ‘bianca, rossa e negra’, della soppressione dell’autorità del passato Governo, della nomina della nuova classe dirigente che si è dato il ‘Popolo sovrano (…) con avere in se riassunto ogni potere da esercitarsi per mezzo dei suoi rappresentanti su gli infrascritti Diritti dell’Omo fondati sui principij di Libertà, ed Uguaglianza. Salva pertanto la nostra Cattolica Religione’.
Il rivoluzionario motto ‘Libertè, Egalitè, Fraternitè’, diventa obbligatorio nel 1809, durante l’occupazione napoleonica, quando anche il sindaco di Torrita diventa ‘Maire’. È in questo periodo, molto probabilmente, che viene riabilitato anche l’audace rappresentante della Repubblica Romana il quale, nel corso del consiglio del 1798, ha osato definire il passato Governo Pontificio ‘veramente insoffribile’ e per questa ragione veniva escluso da tutte le cariche pubbliche.
Feste e sagre
Gennaio: la Pasquarella (manifestazione con spettacoli musicali).
Gennaio 17: festa di Sant’Antonio Abate. Tradizionale benedizione degli animali.
Aprile-Maggio: Corpus Domini con Infiorata.
Maggio: Primo maggio in piazza. Festa popolare con degustazione di fave, pecorino e prodotti locali.
Agosto 15-16: festa Patronale di San Rocco.
Agosto 28: festa di Sant’Agostino.
Ultimo sabato del mese di agosto: ‘Festa dell’Olmo’.
Settembre (seconda domenica del mese): ‘Fiera del Ponte’, mostra mercato di merci e bestiame.
Dicembre (domenica più vicina al 21): festa Patronale di San Tommaso Apostolo.
Piatti tipici
Fettuccine agli asparagi. Fettuccine all’uovo condite con i prelibati asparagi selvatici delle radure dei boschi di Torrita Tiberina.
Fallone. Calzone ripieno di cicoria e bietola. Al “Fallone” Torrita dedica un’allegra sagra.
COME ARRIVARE
Auto: A1 in direzione Firenze; si viaggia in Autostrada sino all’uscita del casello di Roma Nord Fiano Romano e si prosegue in direzione Nazzano e Torrita Tiberina.
Autobus: servizio Cotral. Contatti, 06/3328331, www.cotralspa.it.
Treno: Roma-Orte fino alla Stazione di Poggio Mirteto Scalo. Proseguire in bus navetta per Torrita Tiberina.
























