Tolfa (Rm)
| Piccolo grande Lazio |
La ‘catana’ in pelle che ha segnato gli anni della rivolta studentesca è nata in questo luogo e ne porta fiera il nome, la “tolfa”; le migliori selle da cavalcatura sono realizzate nelle botteghe artigiane dei sellai tolfetani, gli stivali, i gambali da lavoro e da caccia, le giubbe dei butteri che hanno fatto la storia della Maremma dell’alto Lazio si producono a Tolfa. Questa città è la patria dell’alunite che, una volta trasformata, diventa allume di rocca, materia prima per il trattamento di cuoio, pellami e stoffe.
La storia più antica di Tolfa corre parallela con quella di Allumiere: presenze significative nel protovillanoviano, nell’età del ferro e del bronzo, come il sito di Codata delle Macine o il villaggio di Tufarelle, con resti di capanne, tombe a tumulo monumentali e muraglioni a secco.Tra le tante necropoli con tombe a camera meritano una citazione particolare le tombe di Pian Conserva e i Grottini di Rota a est di Tolfa, sulla strada che porta a Manziana.
Gli Etruschi della Tolfa, dediti all’agricoltura e ai commerci, forniscono di prodotti agricoli Pyrgi, porto arsenale di Caere, e Gravisca, importante scalo marittimo di Corneto, l’attuale Tarquinia.
Il periodo romano non modifica la funzionale organizzazione etrusca, anzi ne sfrutta al meglio le potenzialità, incrementando le risorse umane. Per assistere ad incisive trasformazioni, si deve superare il dissolvimento dell’Impero Romano, le invasioni dei barbari e le incursioni saracene. Intorno all’Anno Mille Tolfa diviene una rocca fortificata, dominata dal 1037 dal castello dei Frangipane che ne fanno il loro feudo a partire dal secolo XIII, quando papa Innocenzo II dichiara il territorio proprietà della Santa Sede.
Occupato dai viterbesi nel secolo XIV, Tolfa è feudo prima dei Capocci e, in seguito, di Ludovico e Pietro Frangipane, che circondano l’abitato con una cinta muraria al fine di scoraggiare le mire della Camera Apostolica che rivendica i diritti sui giacimenti di alunite.
Questi contrasti cessano soltanto nel 1469, quando i fratelli Frangipane cedono il feudo di Tolfa Vecchia alla Chiesa; quest’ultima affida al senese Agostino Chigi lo sfruttamento delle miniere e la trasformazione dell’alunite in allume di Rocca.
Il momento più doloroso della storia di Tolfa è nei giorni 14 e 15 marzo 1798 quando le truppe francesi, comandate dal generale Merlin, dopo aver promesso salva la vita a quanti si fossero presentati a consegnare le armi alla chiesa della Sughera, perpetrano un vero e proprio eccidio fucilando 89 tolfetani.
Feste e sagre
Gennaio, 6: festa della ‘Befana a cavallo’, corteo notturno di butteri e amazzoni a cavallo.
17: Sant’Antonio Abate. La festa, organizzata dalla locale Università Agraria e dalla Società di Sant’Antonio, si conclude con la processione e la benedizione degli animali. Dopo la Processione si assiste all’innalzamento dei globi aerostatici.
Marzo, 19: festa di San Giuseppe. Mostra mercato dell’artigianato locale, a seguire la tradizionale corsa di cavalli.
Venerdì Santo: processione alla quale prendono parte più di 300 figuranti (flagellanti scalzi, incappucciati e con pesanti catene), che fanno rivivere le fasi più salienti della Passione e della Crocifissione di Cristo.
Luglio (prima metà): festa del tartufo e dei prodotti tipici locali. Stands gastronomici, mostra dell’artigianato e festa degli antichi mestieri.
Agosto (prima metà): ‘Torneo dei Butteri’ con sfilata storica.
Agosto (seconda metà): festa della Madonna della Sughera. Corteo in costume d’epoca.
Settembre (prima settimana): festa Patronale con la processione di Sant’Egidio. La parte laica dei festeggiamenti è caratterizzata da una corsa di cavalli e l’innalzamento in cielo dei ‘palloni di Sant’Egidio’.
Piatti tipici
Frittata d’Abboiele (tamari): si tratta di una frittata realizzata con le cime fresche dei tamari, piante selvatiche del sottobosco di querce. I tamari sono sbollentati e ripassati in padella con
Aglio, olio e sale, sono versati nelle uova battute seguendo il tradizionale procedimento di una frittata con le erbe.
Panonto: piatto invernale realizzato con salsicce bianche e di fegato, pancetta fresca, fette di guanciale cotte allo spiedo e accompagnate da fette pane di grano duro.
COME ARRIVARE
Auto: percorrere la Statale Aurelia oppure la A12 Roma – Civitavecchia fino allo svincolo/uscita Sanata Marinella, quindi prendere la provinciale per Tolfa.
Autobus: linee Cotral in direzione Civitavecchia-Tolfa, www.cotralspa.it.
Treno: linea Roma-Civitavecchia. Scendere alla stazione di Civitavecchia e proseguire in autobus fino a Tolfa.
























