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Mazzano Romano (Rm)

Piccolo grande Lazio

Il borgo medievale di Mazzano Romano, fu costruito su una ripida altura che emerge dalla Valle del Treja. Uno stretto ripiano congiunge l'altura con le pareti della vallata che si eleva e nasconde l'insediamento. Si accede al castello, da un arco d'ingresso a volta inglobato nel palazzo baronale dei Biscia. All'interno una via ad anello percorre il castello attraverso un'irregolare massa di case tagliate da strade strette e tortuose sulle quali s'impone l'antico palazzo baronale di Everso e Dolce degli Anguillara (secolo XV), mentre a piazza dell'Antisà si possono riconoscere i resti dell'antica chiesa del XVI secolo di San Nicola, costruita su disegno di Jacopo Barozzi da Vignola, demolita nel 1940 perché pericolante.

Mazzano fa parte dell’Ager Faliscus come testimoniano i numerosi reperti conservati nelle teche del Museo dell’Agro Falisco di Civita Castellana e nel Museo Etrusco di Valle Giulia a Roma, ma anche dalle tante necropoli rinvenute. Con la caduta di Vejo, il territorio di Mazzano viene ceduto ai veterani dell’esercito vincitore, messi in quiescenza e, in parte, viene utilizzato dai Romani come colonia penale dove i vinti lavorano in condizioni di schiavitù.

Con il dissolvimento dell’Impero Romano le terre di Mazzano conoscono le devastazioni barbariche e le invasioni di più avveduti popoli, principalmente dei Longobardi che riordinano

l’amministrazione locale, danno nuovo impulso all’agricoltura e impongono sistemi di coltivazione ‘moderni’ ed efficienti che ancora oggi sono seguiti e apprezzati. L’ultimo Duca Longobardo, Tutone, lascia un territorio vivificato e ricco, tanto da rappresentare un sontuoso donativo

da parte del Principe Alberico a favore di Benedetto, abate di Sant’Andrea e Gregorio al Celio. La notizia di questo donativo è rintracciabile  in una pergamena datata 14 gennaio 945, citata  da Gregorovius nella sua celeberrima Storia di Roma.

I monaci per quasi sei secoli mantengono la proprietà delle terre affinando i metodi ereditati dai Longobardi consentendo all’agricoltura praticata nel feudo di imporsi su gran parte del territorio circostante.

Le buone rendite dei terreni attirano l’attenzione e l’interesse degli Anguillara che nel 1526 pagano dodicimila ducati d’oro per assicurarsi le terre di Mazzano. A differenza dei monaci del Celio, gli Anguillara sfruttano il feudo per 74 anni e nel 1599 lo cedono al cardinale Lelio Biscia (1573-1638),  ricco monsignore e presidente delle Strade di Roma.

L’amore del cardinale per l’arte lo spinge a curare con particolare attenzione il palazzo baronale di Mazzano, intervenendo anche sull’antico borgo che conosce un felice periodo di restauri. Il nipote Urbano, conservatore pontificio molto stimato dal papa, dopo aver ricevuto il feudo è nominato Marchese. Il casato prosegue con i figli di Urbano, Jacopo e Ortensia, il primo non ha discendenti maschi, la seconda va in sposa al Marchese Giambattista Del Drago che, per asse ereditario acquisisce Mazzano e lo detiene a lungo, fino alla riforma fondiaria dell’Ente Maremma. Sotto i Del Drago, nel 1872, con l’unità d’Italia Mazzano diventa ‘Mazzano Romano’.

L’attuale centro storico si sviluppa all’interno dell’arco cinquecentesco, si dipana attorno al  Palazzo Ducale de Cardinale Biscia ed è ben conservato.

 

Feste e Sagre

  • Gennaio: Sant’Antonio Abate con i tradizionali ‘Focarò’, grandi falò devozionali che vengono accesi nelle piazze “Giovanni XXIII” e “Umberto I”. La domenica successiva al 17 gennaio ha luogo la processione e la benedizione degli animali davanti al sagrato della chiesa di “San Nicola di Bari”.
  • Febbraio: si festeggia il Carnevale con sfilata di gruppi mascherati e carri allegorici.
  • Marzo/Aprile: il venerdì santo si porta in processione il Cristo Morto.
  • Maggio: il 1° maggio, festa dei lavoratori e dei Santissimi Patroni della campagna San Filippo e San Giacomo, ha luogo la ‘Sagra della fava con il pecorino’.
  • Giugno: Il Corpus Domini con la tradizionale infiorata lungo le strade del paese.
  • Agosto: San Nicola di Bari, Santo Patrono di Mazzano Romano, è festeggiato con celebrazioni religiose, concerti bandistici e altre iniziative popolari.
  • Settembre: ‘Sagra della salsiccia e della bruschetta’. La sagra ha luogo la prima domenica del mese di Settembre e si chiude a notte fonda con un grandioso spettacolo pirotecnico.
  • Dicembre: il ‘Natale di Mazzano Romano’.


Piatti tipici

  • ‘Gnocchi co lo ferro’: gnocchetti simili ai cavatelli pugliesi, preparati con acqua e
  • Farina e conditi con un semplice sugo di pomodoro.
  • ‘Polenta bianca’: polenta condita con un sugo in bianco ottenuto cuocendo insieme spuntature di maiale, salsicce e pancetta fresca, da versare sulla polenta ‘spolverata’ con pecorino locale e pepe.

 

COME ARRIVARE

  • Auto: prendere la Cassia fino al bivio di Sette Vene poi seguire le indicazioni per Mazzano Romano.
  • Autobus: partenze dal capolinea Cotral Saxa Rubra, www.cotralspa.it.
  • Treno: linea Roma-Viterbo. Partenze da Piazzale Flaminio fino alla stazione di Rignano Flaminio. Proseguire in pullman per Mazzano Romano.

 

 
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