Arsoli (Rm)
| Piccolo grande Lazio |
Eretto come convento fortificato dai Benedettini nell’XI secolo, il castello di Arsoli viene acquisito dai Passamonti, poi dalla famiglia Zambeccari ed infine, nel 1574, è acquistato dai Principi Massimo, come ricorda un’iscrizione nell’armeria del castello, incisa su suggerimento di San Filippo Neri, allora non ancora Santo ma padre spirituale dei Massimo che, a futura memoria, fanno imprimere l’epigrafe: ‘DIVI FILIPPI NERI CONSILIUM / FELICITATEM / DEDIT ET SERVAVIT’. In effetti ‘Pippo bbono’, come lo chiamano a Roma, consiglia l’acquisto del castello a Fabrizio Massimo per il figlio Paolo il quale, cagionevole di salute, può così beneficiare dell’aria salutare di Arsoli. Purtroppo Paolo non arriva a goderne, muore ed entra nella storia con il suo temporaneo ritorno in vita nel momento stesso in cui Filippo Neri entra nella sua stanza. ‘Pippo bbono’ parla a lungo con il redivivo, lo confessa, lo assolve dai suoi peccati e, alla fine, lascia che renda l’anima ai Santi. E’ uno dei miracoli decisivi per il processo di beatificazione del futuro San Filippo Neri, nel corso del quale i Principi Massimo si dimostrano testimoni fondamentali.
L’arrivo dei Principi immerge Arsoli nel Rinascimento. Fabrizio Massimo, come i suoi successori, si rivela feudatario magnanimo e lungimirante. Restaura chiese avvalendosi dell’opera di un architetto celebre, Giacomo Della Porta, dà impulso a notevoli migliorie nel castello chiamando lo stesso Della Porta e i fratelli Zuccari nello stesso castello apre una farmacia ancora oggi esistente, edifica un acquedotto per portare l’acqua in paese, apre cantieri e fabbriche offrendo opportunità di lavoro. Da Principe illuminato, inoltre, decide di dotare Arsoli di uno Statuto moderno ed efficiente affidandone la redazione nel 1579 al giureconsulto Luca Peto, revisore degli Statuti di Roma.
A lui affianca un personaggio locale, Carlo Belli, delegato espressamente dalla comunità nel corso di un’assemblea tenuta nella chiesa di San Lorenzo.
Nel 1653, favorito dalla rinuncia dei fratelli maggiori Angelo e Filippo, Fabrizio Massimo diventa ‘Signore di Arsoli’, dimostrandosi altrettanto prodigo nei confronti degli arsolani. Appena tre anni dopo l’acquisizione del feudo, Fabrizio Massimo si trova ad affrontare la terribile pestilenza
del 1656 che colpisce Roma e si propaga in tutto il Lazio. Arsoli ne resta decimata. Il Principe interviene dispensando aiuti ma la popolazione è falcidiata dal morbo.
Dall’avvento dei Massimo la storia di Arsoli viaggia di pari passo con quella
della nobile famiglia che, nel bene e nel male, si fa carico di tutto: pestilenze, carestie, scorrerie di Briganti (sul finire del 1500 la Banda di Marco Sciarra assedia il castello ma fallisce l’impresa), carboneria, periodo napoleonico, restaurazione, caduta dello Stato della Chiesa, Unità
d’Italia e due Guerre Mondiali, l’ultima delle quali porta Arsoli sulle pagine dei libri di storia per la fuga dei Savoia i quali, lasciato Umberto - il Re di Maggio - al Quirinale, vengono ospitati nel
castello dei Massimo per pernottare prima di riprendere il viaggio verso Pescara e Ortona a Mare dove li attende la corvetta Baionetta che fa rotta verso l’Egitto, prima tappa dell’esilio di Vittorio Emanuele III.
Feste e Sagre
- Gennaio: Sant’Antonio Abate, processione con la benedizione degli animali.
- Febbraio: festa di San Biagio, patrono di Anguillara Sabazia; sagra del broccoletto; carnevale anguillarese.
- Marzo: ‘Festa di Primavera’.
- Maggio. ‘Fieranguillara’: mostra-mercato dell’agricoltura e della campagna.
- 1° Maggio. ‘Festa dei lavoratori’.
- Giugno: festa dell’Immacolata Concezione; infiorata nel giorno del Corpus Domini.
- Luglio: ‘Sagra del pesce’; sagra della ciambella, mercatino in piazza del Molo; fuochi artificiali sul lago.
- Agosto: ‘Estate Insieme’. Sailing contest. Mercatino. Spettacoli musicali e artistici.
- Settembre: festa della Madonna delle Grazie e palio di San Biagio; corteo storico, esibizione di sbandieratori e tamburini.
- Dicembre: il ‘Natale anguillarino’ è caratterizzato dal presepe subacqueo e dalla Mostra mercato delle arti antiche e nuove.
Piatti tipici
- Ciammelle della fratellanza: ciambellone realizzato con farina, uova, latte, olio di oliva, semi di anice, lievitato e biscottato in acqua bollente, cotto al forno a legna. E’ il dolce che ogni confraternita dona ai confratelli nel giorno della festa del Santo. Peso e grandezza sono stabiliti
- dagli antichi statuti. Il donarla e riceverla è segno di fratellanza ed amicizia.
- Ciciarchiole: E’ una zuppa di fagioli con pasta fresca fatta in casa e tagliata a quadrucci. La ‘Sagra delle ciciarchiole e della fagiolina arsolana’ si svolge la terza settimana di agosto o la prima di settembre.
- Cillitti co’ j’agliu: pasta preparata con farina di grano, acqua e poco albume di uovo e condita con sugo d’olio, aglio, pomodoro; è servita sulla spianatoia o su piatti di legno di forma rettangolare detti ‘scifette’.
- Frascaregli: si fanno cuocendo in acqua la farina di grano ridotta in granelli; serviti nella spianatoia come la polenta, sono conditi con sugo a base di aglio, olio e pomodoro.
- Frittegli de patane: si ottengono con impasto di farina, patate schiacciate, uva passita, zucchero e rhumn per essere fritte in olio bollente. Solitamente venivano preparati per la vigilia di Natale insieme a ‘fritteglia cogli broccoli’ e ‘frittegli cogliu baccalà’.
- Tisichelle: dolcetti gustosi e delicati ottenuti battendo uova, zucchero, qualche seme d’anice e pochissima farina. L’impasto preso a cucchiai e deposto in teglie si cuoce al forno ed assume una forma rotonda e schiacciata
COME ARRIVARE
- Auto: prendere l’autostrada A24 Roma-L’Aquila in direzione dell’Aquila. Uscita al casello Vicovaro-Mandela. Proseguire per altri 10 km sulla Statale Tiburtina fino ad Arsoli
- Treno: linea Roma-Sulmona con partenza da Roma Tiburtina.
- Autobus: con autolinee Cotral Roma-Arsoli o Roma-Subiaco. Partenza da Metro Ponte Mammolo, www.cotralspa.it.


























