Labro (Ri)
| Piccolo grande Lazio |
Adagiato su un colle, con alle spalle il Monte Terminillo, il suggestivo paese di Labro (Ri) si affaccia sulla valle del Fuscello e sul lago di Piediluco. Paesaggi locuali e montuosi dal fascino irresistibile che turisti e cittadini hanno la possibilità di ammirare passeggiando nelle stradine del paese, da finestre che improvvisamente si aprono tra le abitazioni di pietra e dal belvedere posto sulla sommità del paese. Con una popolazione al di sotto dei 400 abitanti e posto ad un altezza sul livello del mare pari a 628 metri, il nome del paese di Labro ha un'origine incerta: per alcuni deriverebbe dal latino “aper, aprum” (cinghiale); secondo una leggenda la prima fortezza fu edificata da un patrizio reatino, il signore De' Nobili, il quale, in occasione di una battuta di caccia, aveva fatto promessa di costruire un castello nel luogo dove avrebbe abbattuto il suo primo cinghiale. Per altri, e questa sembra essere l'ipotesi più probabile, il nome “Labro” sarebbe una derivazione di “lavabrum”, che in latino significa “vasca, bacino”: questo anche vista la prossimità del paese al lago di Piediluco, sul cui bordo il paese sarebbe venuto anticamente a trovarsi.
Guardando alla storia di Labro, si scopre che il periodo medievale non fu affatto un'epoca tranquilla per il paese: anzi, proprio per le lotte svolte in quel perioso, Labro si fece la fama di centro battagliero; innumerevoli furono le guerre che Labro combatté contro i castelli vicini, e specialmente violente furono quelle contro la rocca di Luco. Proprio per una di queste guerre la famiglia de' Nobili venne a perdere, nella seconda metà del Quattrocento, la signoria di Labro e l'inespugnabile arroccamento che sorgeva nella parte alta del paese comprendente, tra l'altro, un'altissima torre dalla cui sommità tutto il cuore d'Italia poteva essere osservato.
La struttura portante del paese si apre seguendo il corso del sole; l'abitato degrada dalla sommità del colle per fasce ben delimitate. La prima, la più antica, è quella del castello e della torre, fortemente orientata verso est; poi s'incontra la fascia dei palazzi nobiliari, cui segue la fascia delle case della gente comune. Questi tre percorsi principali, uniti fra loro da percorsi secondari, scavati nella roccia, sono la spiegazione della genesi storico-sociale di Labro: il percorso più basso serve una fascia di abitazioni principalmente unifamiliari, di artigiani o contadini. Il percorso intermedio comprende palazzi di tipo signorile. Il percorso più alto, che funziona anche come via di accesso al castello, è edificato sulla porzione più elevata del colle. Questa fisionomia, disegnata dalla esigenze del tempo, è passata indenne attraverso la storia, per arrivare intatta ad oggi.Il castello di Labro, come feudo, fa parte di quel gruppo di insediamenti fortificati, fondati per iniziativa signorile tra il decimo e l'undicesimo secolo sulle pendici sud-ovest delle montagne del gruppo del Terminillo. Il merito della fondazione fu della famiglia Nobili. Le fonti relative alla storia della famiglia Nobili Vitelleschi si basano sulle notizie fornite dall'archivio di famiglia, dal manoscritto "Storia di Labro" del notaio Ippolito Tabulazzi (1630), dall'opera di Michele Michaeli "Memorie storiche della città di Rieti e dei paesi circonvicini" e dagli archivi della storia d'Italia.
La storia recente del paese vede l'intervento dei belgi. Le antiche case e i nobili palazzi, infatti, sono stati ristrutturati negli ultimi anni dall'architetto Ivan Van Mossevelde; per merito suo l'inconfondibile silhouette si staglia nuovamente, nitida, nell'azzurro, con i suoi originali contorni. Sopravvissuta e restituita intatta dopo tante calamità, merita di essere conosciuta quale rara testimonianza dell'indole e del paesaggio degli italiani.
Varie le manifestazioni che, nel corso dell'anno, il piccolo borgo medievale di Labro accoglie: vale la pena, fra tutte, citarne tre; eventi culturali che con il tempo si sono affermati con un successo di pubblico che man mano è andato crescendo. E' il caso della Mangialonga, festa gastronomico-escursionistica, caratterizzata da passeggiate nei boschi attorno al borgo e ristori a base di specialità culinarie e prodotti tipici della tradizione umbro-laziale. C'è poi “Calici sotto le stelle”, in cui vini e spettacoli diventano il binomio perfetto: circa un mese di eventi, in cui gli appuntamenti, solitamente spettacoli musicali o teatrali, si accoppiano alla possibilità per il pubblico di assaggiare particolari vini scelti ogni volta con accuratezza dai sommelier. Con il tempo ha cominciato a farsi spazio tra gli appuntamenti più importanti del posto anche il “Labro Festival”, kermesse culturale che porta nel paese una carrellata di eventi di musica, danza e teatro.

























