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Alla Pisana Aiccre e Re.Se.T. presentano il Rapporto sull'Associazionismo intercomunale del Lazio

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foto_abrRoma, 16/02/2012 - Il Consiglio regionale del Lazio ha ospitato una giornata seminariale incentrata sulla presentazione del primo Rapporto intercomunale nel Lazio, dal titolo "Riordino istituzionale e riforma di Roma capitale".  Si tratta di una raccolta di dati e di informazioni sul sistema associativo intercomunale messa a punto dall'Aiccre Lazio (Associazione italiana dei Comuni, delle Province, delle Regioni e delle altre comunità locali), con il supporto della Fondazione Regionale per le Autonomie Locali del Lazio - Reset, con l'obiettivo di fornire un supporto al confronto ed alla elaborazione di proposte. La giornata è stata aperta dai saluti del presidente del Consiglio regionale, Mario Abbruzzese: “Il Rapporto mette in luce una serie di criticità: ci sono 12 livelli di governo del territorio. A mio parere sono un po' troppi. Soprattutto ci sono troppe sovrapposizioni di funzioni e troppi costi che ormai i cittadini, le famiglie e le imprese non riescono più a sopportare". “Sarà istituto - ha quindi annunciato Abbruzzese - un tavolo permanente di discussione sull'assetto istituzionale degli enti locali”, ricordando che è all’ordine del giorno dell’Aula la riforma del Consiglio delle autonomie locali (Cal). La parola è quindi passata al presidente dell’Aiccre, Donato Robilotta, secondo il quale: “nel Lazio permane un groviglio di enti che spesso fanno a cazzotti tra loro. Basti pensare che per tagliare la legna in un fondo può capitare di far riferimento fino a cinque enti diversi". Molti i consiglieri intervenuti al dibattito. Contrario all’abolizione delle Province Mario Perilli (Pd), che ha esposto il caso particolare di Rieti: “Non bisogna farsi accecare, in questo delicato momento, da furore ideologico, senza pensare alle ricadute concrete delle decisioni prese”. Per Antonio Cicchetti (Pdl) è necessario partire “dalla soppressione di comunità montane e università agrarie, prima di affrontare il nodo delle Province. Un segnale importante potrebbe essere anche la diminuzione del numero di consiglieri regionali”. Per Luciano Romanzi (Psi) “il faro di qualsivoglia riforma deve essere rappresentato dai cittadini e dall’erogazione dei servizi che vanno loro garantiti in ogni caso”. Ha cercato di superare le polemiche anche l’intervento di Pier Ernesto Irmici (Pdl): “Passi pure la soppressione delle Province, ma attenzione a non mettere da parte l’idea di aggregazioni per aree vaste, in grado di intervenire a livello locale su determinati problemi che attualmente insistono su molteplici enti intermedi”, ha dichiarato, facendo l’esempio del territorio che ricade nella Valle dell’Aniene. Marco Di Stefano (Pd) ha chiuso il giro degli interventi dei consiglieri regionali denunciando “il rischio anche per gli enti locali di cadere nella trappola di governi tecnici. Per questo motivo – ha proposto – la politica deve dare immediate risposte per garantire i servizi ai cittadini e nel contempo eliminare i doppioni esistenti all’interno del quadro istituzionale regionale”. "Mi auguro che venerdì prossimo la giunta regionale possa approvare la proposta di legge di riforma delle Comunità montane. Bisogna dare una collocazione nuova partendo da una soluzione che passa attraverso l'Unione dei Comuni. E’ stato questo il commento dell'assessore regionale agli Enti Locali Giuseppe Cangemi durante il convegno. L’Assessore al Bilancio Stefano Cetica, infine ha detto che "Nel Lazio sono stati disboscat e numerose aziende regionali. Ne abbiamo chiuse 28 e abbiamo fatto meglio dello Stato. Il ministero della Semplificazione, che avrebbe dovuto chiudere 34.000 enti in dieci anni ne ha chiusi solo 37".

 
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